Baalbek, un colossale enigma

Baalbek è il nome di un sito archeologico in Libano. In epoca romana era conosciuta come Heliopolis o Città del sole.

Nella nella zona sacra circostante (in tempo pagano) è stato costruito il Tempio di Baal-Giove, un ibrido tra l’antico cananeo dio Baal ed il romano Giove.
Questo tempio è stato costruito su un “tel” o rovina tumulo, che indica un luogo che era stato a lungo tenuto sacro, anche se come e perchè questa zona fosse considerata come “sacra” non sia dato sapere.

La maggior parte delle rovine risalgono all’epoca romana. Essi, tuttavia, hanno ricostruito su resti di un sito ritenuto “sacro” da una cultura antecedente alla loro. Questo è evidente anche a Palmyra, dove il tempio di Baal è costruito su una rovina. Le costruzioni dei cananei potrebbero essere di 2000 anni più antiche rispetto ai resti romani che vediamo oggi.

Potrebbero le rovine essere ancora più antiche? Ossia potrebbero i Cananei aver fatto quello che hanno fatto i Romani? In altre parole, hanno costruito anche loro in un sito già considerato sacro e già in rovina?

La parte più antica delle rovine di Baalbek infatti è un mistero, la grandezza e la forma dei megaliti presenti nella zona non sono infatti assolutamente associabili a nessuna cultura conosciuta.
Le imponenti ed eleganti colonne di epoca romana impallidiscono al confronto ai megaliti su cui sono state erette.

baalbek

Il tempio di Baal-Giove infatti incorpora nella sua fondazione, pietre di 1500 tonnellate, 4 metri di altezza, 4 di larghezza per 20 metri di lunghezza, sono le pietre lavorate più grandi rivenute sul nostro pianeta.
Giusto per avere un metro di paragone, sono tre volte le dimensioni rispetto alle pietre più grandi pietre usate per la Grande Piramide di Giza.
Direi che il come siano state lavorate e trasferite nel luogo sia oggi giorno un mistero ed anche con l’ingegneria moderna è alquanto difficile spostare un blocco di tali dimensioni e peso.

Giusto per alimentare il mistero, le pietre di Baalbek non possono essere considerati magaliti tipo “pietre miliari”, in quanto parte del corso superiore di un edificio, ossia parte di una costruzione andata perduta.
Qualunque sia stato l’uso o lo scopo di questa struttura queste enormi pietre dovevano essere state poste in alto a chiusura dell’opera. Ciò è possible dedurlo dal fatto che sotto queste mastodontiche pietre esistono almeno tre altri livelli di pietra lavorata di dimensioni minori.

Che le pietre siano separate dal tempio romano è facilmente intuibile dal fatto che i Romani costruirono la parte posteriore del muro del tempio a filo con tre di queste pietre, su uno dei lati del tempio di Giove pero’ il muro ricade corto rispetto alla larghezza della struttura megalitica sottostante; sembra quasi che i romani non potessero estendere l’edificio quanto basta per coprire le dimensioni dei megaliti.

Nell’immagine qui sotto si può osservare in dettaglio la differenza tra le già enormi pietre posate dai Romani e quelle megalitiche di taglio perfetto posizionate al di sotto di esse.

baalbek_7

Fonte: www.velodimaya.net

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...