Musica a 432Hz e Frequenza di Schumann

L’accordo (tuning) a 432 Herz(Hz) – la nuova alchimia della musica elettronica – risuona con le frequenze fondamentali del vivente: battito cardiaco, replicazione del DNA, sincronizzazione cerebrale, inoltre con la Risonanza di Schumann e la geometria della creazione.

La maggior parte delle produzione musicale esistente dall’anno 1939 vibra, invece, a frequenze incoerenti di accordi a 440 Hz. Curioso no?

Fin da quando ho avuto la fortuna di appoggiare le dita sul mio primo sintetizzatore modulare, ho sempre ritenuto il suono che questo strumento generava, un’informazione coerente. La manifestazione auditiva di un complesso ologramma geometrico fruibile attraverso una forma d’arte relativamente semplice. Era il 1989 e lo strumento era un vecchio MultiMoog (sintetizzatore modulare). Da allora sono passati un bel po’ di anni e nel campo della sintesi elettronica sono stati compiuti balzi evoluzionistici assolutamente sbalorditivi, in grado di aggiungere sempre nuovi elementi alle comuni frequenze generate dai normali oscillatori di base. Tali sonorità, spesso definite troppo superficialmente ‘fredde’ o ‘rigide’ dalla controparte dei sostenitori delle timbriche acustiche, sono invece a mio parere l’espressione più pura della congruenza matematica dell’Universo Intelligente, che vuole esprimere sé stesso e la voglia di comunicarci parte della sua natura.

Data una maggiore divulgazione, negli ultimi anni, delle più affascinanti scoperte in campo scientifico, e in particolar modo in quello relativo agli atomi della Meccanica Quantistica, e ai modelli utilizzati nella generazione dei Frattali, si stanno oggi concretizzando, per quanto riguarda la musica elettronica, nuovi scenari di sperimentazione sonora totalmente rivoluzionari. Questi consentiranno ai nuovi alchimisti del suono di elaborare da zero nuovi modelli acustici, che saranno senz’altro in grado di cambiare radicalmente non solo il contatto espressivo e partecipativo diretto con l’ascoltatore, attraverso dispositivi capaci di tradurre visibilmente tali modelli, ma persino di influire in modo coerente sul campo che permea la materia attraverso il quale queste frequenze viaggiano e prendono vita. Sta avvenendo di fatto un vero e proprio movimento elettronico underground assolutamente destabilizzante, forse persino di più dello stesso Movimento Futurista ideato dal pittore Luigi Russolo (1885-1947) e dal poeta Filippo Marinetti nel lontano 1912.

Il Diapason o l’ottava
Prima di passare a spiegare questo nuovo principio compositivo che vede protagonista la musica elettronica, è necessario acquisire qualche informazione più dettagliata circa la soppressione d’informazioni specifiche riguardanti la musica in generale, cominciando proprio dallo strumento di base che la misura: il Diapason. Sebbene sia uno strumento molto noto, per i neofiti musicisti, e per i non musicisti, è praticamente uno sconosciuto, per cui è bene ricordare di cosa si tratta e il perché della sua importanza in questa rivoluzione sonora. Il termine Diapason ha diversi significati, ma più comunemente indica uno strumento in grado di generare una nota standard che, se percosso, oscilla alla precisa frequenza di 440 Hz(herz). Frequenza che oggi viene adottata per l’accordatura standard di tutti gli strumenti musicali elettronici che vengono messi in commercio. E’ inoltre uno strumento utilizzato in medicina, per trasmettere le vibrazioni per via ossea ed effettuare in questo modo diversi esami acustici come la prova di Rinne, la prova di Weber, la prova di Schwanbach, la prova di Bonnier, la prova di Gallé e la prova di Bing. Piccoli diapason sono inoltre stati utilizzati per la generazione di frequenze fisse in alcuni sistemi di sicurezza come la circolazione dei treni sulle nostre reti ferroviarie. I greci utilizzavano il termine diapason per indicare quella che oggi è definita ottava, ovvero l’intervallo compreso tra una nota e l’altra di frequenza doppia. L’etimologia del termine deriva proprio dal greco dià pasòn, e significa esattamente attraverso tutte (le note). Perciò, prima di incominciare ad accordare il nostro strumento e iniziare a comporre, sarebbe necessario comprendere che il Diapason è innanzitutto uno strumento scientifico. O almeno dovrebbe!

Spulciando tra i vari documenti d’epoca, mi sono saltati agli occhi alcune vicende che hanno visto come protagonista nientemeno che Giuseppe Verdi. Nel 1884 ottenne da una commissione musicale del Governo di quel tempo un decreto legge che normalizzava il diapason ad un LA (3) di 432 oscillazioni al secondo. Questo decreto è ancora esposto al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. In una lettera spedita dallo stesso Versi a suddetta commissione si può leggere: “Fin da quando venne adottato in Francia il diapason normale (che allora si attestava a 435 Hz), io consigliai venisse seguito l’esempio anche da noi; e domandai formalmente alle orchestre di diverse città d’Italia, fra le altre quella della Scala, di abbassare il corista (diapason) uniformandosi al normale francese. Se la Commissione musicale isitituita dal nostro Governo crede, per esigenze matematiche, di ridurre le 435 vibrazioni del corista francese in 432, la differenza è così piccola, quasi impercettibile all’orecchio, ch’io aderisco di buon grado. Sarebbe grave, gravissimo errore, adottare come viene da Roma proposto un diapason di 450 vibrazioni. Io pure sono d’opinione con lei che l’abbassamento del corista non toglie nulla alla sonorità ed al brio dell’esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa di più nobile, di più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto. Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale. La lingua musicale è universale: perché dunque la nota che ha nome LA a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un SI bemolle a Roma?”
Il “diapason normale” (LA a 435 Hz) a cui si riferisce verdi è quello conservato al Museo del Conservatorio Nazionale di Parigi, mentre il cosiddetto “diapason scientifico”, a cui si riferisce il decreto che fu approvato all’unanimità al congresso dei musicisti italiani del 1881, è quello proposto dai fisici Sauveur, Meerens, Savart, e dagli scienziati italiani Montanelli e Grassi Landi ed era calcolato su un DO centrale (indice 3) di 256 cicli al secondo. E’ importante sottolineare che la corsa all’acuto iniziò invece con l’adozione unilaterale di un LA più alto (440 Hz) da parte delle bande militari russe ed austriache ai tempi di Wagner. Tale diapason fu accettato per convenzione a Londra nel 1939 pur non adducendo ad alcuna giustificazione scientifica, o basata sulle leggi che governano l’Universo.
Vibrazioni e emozioni
Da questo breve stralcio di eventi, si può subito notare come si sia cercato deliberatamente di alterare le frequenze, portando così ad una forzata incrinatura nelle armonie musicali. Perché aggiungo ‘deliberatamente’? Semplicemente perché la mia benedetta logica mi suggerisce che una volta che si è entrati in possesso di una misurazione e di un valore oggettivo riguardo ad un fenomeno ben preciso, e quindi tale studio è servito a comprenderne determinati meccanismi, cambiarlo senza conoscenze e senza addurre ragioni plausibili equivale proprio ad interferire. Potrebbe sì trattarsi di una semplice scelta dettata dal gusto, ma a mio avviso qualche dubbio rimane lecito.

La scienza oggi ci dice che nell’Universo tutto è energia in vibrazione. Il ritmo vibratorio di un oggetto, compreso il corpo umano, si chiama risonanza e un suono è “la vibrazione di un corpo elastico che si trasmette all’elemento circostante (aria) e si propaga attraverso condensazioni e rarefazioni molecolari periodiche a onda, vibrando per simpatia non solo con gli strumenti della stessa nota, ma anche con multipli e sottomultipli della sua frequenza.” Perciò in base a quanto detto finora, in base alla mia personale esperienza di oltre quindici anni come compositore elettronico, in grado di comprendere perfettamente il rapporto tra suono, armonia ed emozioni umane, credo di non essere in errore nel suggerire che questa disarmonia dettata da un diapason troppo acuto, possa essere una delle cause di comportamenti antisociali nella nostra società. Basti pensare che circa il 99% delle produzioni musicali che ascoltiamo giornalmente attraverso i media, nei supporti fonografici (CD/DVD) e in rete, hanno di base un accordatura a 440 Hz.

Tali dubbi si sono maggiormente rafforzati in me quando ebbi modo di conoscere Graham H. Jackson, uno straordinario musicista e insegnante formato alla pedagogia Waldorf fondata da Rudolf Steiner, il quale ha speso la maggior parte della sua vita alla ricerca delle basi spirituali dell’armonia. Difatti nel suo libro “The Spiritual Basis of Musical Harmony”, Graham racconta la vita e le esperienze della sacerdotessa del tuning Maria Renold. Maria era impegnata in una ricerca e sperimentazione basata sullo studio delle differenti accordature e dei relativi effetti oggettivi riscontrati sul pubblico, prima della sua recente scomparsa, avvenuta nel 2003. Lei stessa rivela nel suo libro “Intervals, Scales, Tones and the Concert Pitc c=128 Hz”(Temple Lodge Publishing 2004) tutte le matematiche che hanno davvero rilevanza nel processo d’accordatura a 432 Hz. La cosa interessante è la menzione di un certo Heinrich Schreiber, o Henricus Grammateus, un matematico austriaco che a quanto pare impostò a orecchio questa intonazione già nel 1518, senza l’apparente realizzazione di ciò che aveva ottenuto: un vero e proprio sistema d’intonazione definito dalla Renold di “dodici quinte reali”. La musicista racconta che quando il suo pianoforte era intonato a 432 Hz, gli astanti osservavano non solo un incremento della ricchezza del timbro e qualità del tono, ma che quest’ultimo sembrava provenire da alcuni punti imprecisati al centro della stanza, piuttosto che dal pianoforte stesso. Si fa così riferimento al famoso “libero tono eterico”, spesso citato da Rudolf Steiner. Una sorta di armonica addizionale che opera in risonanza con lo strumento.

Altri interessanti spunti provengono dalla vita e dalle esperienze di Maria Renold. La sua preziosa ricerca ha rilevato più di una volta, che attraverso la normale intonazione standard basata su un LA a 440 Hz, gli ascoltatori presenti nella stanza cominciavano ad assumere comportamenti polemici e antisociali. Quando invece l’intonazione del medesimo strumento veniva eseguita 432 Hz, le stesse persone, nuovamente invitate ad ascoltare il medesimo concerto, rimanevano questa volta piacevolmente colpiti ed entusiasti. Per oltre vent’anni la Renold ha avuto modo di constatare queste evidenze, intervistando e testando più di duemila persone, e oltre il 90% preferiva a priori il tono più basso, formato da una normale scala equo-temporale basata su un DO a 256 Hz e un LA a 432 Hz.

Coerenza e armonia aurea
Ora, grazie alla divulgazione delle preziose intuizioni e ricerche di Ananda Bosman, un carissimo amico, nonché un corteggiatissimo ‘scienziato visionario’ residente in Norvegia, finalmente i musicisti elettronici di tutto il mondo si stanno scambiando tutte le informazioni necessarie che uniscono le teoria musicale dei Frattali con il tuning a 432 Hz, per cominciare a comporre la loro musica in modo coerente e in armonia con:

1. il cuore umano (battiti cardiaci)
2. la doppia elica del DNA (frequenza di replicazione)
3. l’intuizione della sincronizzazione bi-emisferica del cervello
4. la Frequenza fondamentale della risonanza di Schumann
5. la geometria musicale della ‘creazione’

calcolati utilizzando i ritmi geometrici temporali di:

1. 36 BPM (battiti al minuto)
2. 54 BPM
3. 72 BPM
4. 108 BPM
5. 144 BPM

Come sappiamo dalle leggi di Keplero, l’arrangiamento planetario del nostro sistema solare segue la scala di sintonia DO a 256 Hz, e questi ultimi sono persino un’ottava all’interno del Frattale Triangolare di Sierpinski, che è il modello ‘casuale’ auto organizzato utilizzato come griglia di tutte le molecole di gas contenute in una mole d’aria (1000 reazioni molecolari), permettendo così al fenomeno della risonanza armonica del suono di emergere, e alla coerenza dell’informazione musicale di risuonare in simmetria. Ciò è dovuto alla natura stessa della cascata d’intonazione DO=256, che segue la perfetta spirale aurea della musica come il vero ed equo sistema universale temperante (il sentiero della la superconduttività, che è resistenza elettrica zero).

Tale spirale musicale (PHI aureo) abilita la cascata tra le rispettive somme di ottave di ogni rispettiva scala (8,16,32,64) incorporate in un modello olografico all’interno del microcosmo ricorsivo del DO=256. In altre parole, un’amplificazione elettronica, o una registrazione che è stata amplificata ed accuratamente intonata e composta a 432 Hz, è olograficamente completa in ogni scala. In termini ancora più specifici, ogni livello del brano musicale, inclusa la porzione tra gli intervalli elettronici (persino più evidenti nelle registrazioni su CD) incarna il rapporto dell’intera miriade di informazioni olografiche delle 12 ottave della spirale aurea, includendo in questo “tutto” gli iper-toni, i toni bassi, gli infrasuoni e gli ultrasuoni, attraverso ogni rispettiva ottava delle forze che governano l’Universo. Nella proporzione aurea, la scala cambia per seguire il passo armonico, ma il rapporto rimane sempre il medesimo. Ciò significa che non c’è perdita di informazioni nella cascata dei dati per ciascuna scala.

Altre affascinanti teorie prendono vita attorno a questo metodo compositivo, dove gli 8 Hz diventano una componente fondamentale e ricorrente (8 x 54 = 432). Come sappiamo la risonanza del nostro pianeta “batte” a circa 8 cicli al secondo (Risonanza di Schumann) e non si può fare a meno di notare che per mezzo dell’accordatura a 432, all’interno di questa scala gli 8 cicli diventano il 27° sopratono (DO). 8 Hz è la frequenza su cui opera la molecola del DMT, una sostanza allucinogena prodotta dalla nostra ghiandola pineale; 8 Hz sono la frequenza di replicazione del DNA umano e 8 Hz sono anche il ritmo delle onde Alfa del cervello nella quale i nostri “processori paralleli”, o bi-emisferi cerebrali, sono sincronizzati per lavorare insieme. Ananda ci introduce alla possibilità che la neocorteccia, per il 90% “non assegnata”, viene risvegliata in questa sincronizzazione, operando in tutti i dentriti delle cellule con il flusso massimo di informazioni per quella scala. Le onde di consapevolezza “ordinarie” variano da 14 a 40 Hz. In questo range operano solamente alcuni dentriti delle cellule del cervello che utilizzano prevalentemente l’emisfero sinistro come centro di attività, dove il flusso di informazioni è miliardi di volte più debole. Un po’ come quando si utilizza un vecchio processore 386 comparato ad un Pentium di ultimissima generazione. In altri termini, a 8 Hz ognuno di noi potrebbe operare esattamente come un super-computer.

Per avviarmi verso una breve conclusione, in caso di un vero e proprio piano di sperimentazione scientifica basato su questi dati, si potrebbe constatare che non si tratta di semplici “casualità”, ma che esiste una stretta correlazione tra tutti questi elementi e l’utilizzo di frequenze musicali coerenti. E’ mio desiderio e augurio che presto queste informazioni possano destare l’interesse che meritano, poiché le “coincidenze” dettate da questo misterioso numero 432, continuano ad apparire un po’ ovunque in natura fino ad arrivare a coinvolgere addirittura i più antichi monumenti dell’antico Egitto e del Teotuhuacan. Inoltre, si fa un gran parlare dei presunti effetti benefici della musicoterapia, ma difficilmente si parla delle frequenze a cui tutti siamo sottoposti giornalmente e che provengono di fatto da un diapason “non coerente”.

fonte http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/musica-suono-frequenze-432-hertz.php

Il cervello è in contatto con la terra

La frequenza Schumann è anche una frequenza di risonanza del cervello umano. Misurando le onde cerebrali di un uomo con un encefalogramma elettrico si può vedere che il cervello produce onde elettromagnetiche, che sono nell’intervallo tra 1 e 40 Hz. La Medicina divide questo spettro in quattro aree che sono associate a diversi stati di coscienza:

1. Onde Delta (1-3 Hertz) Sono caratteristiche di un sonno molto profondo e comatoso.

2. Onde Theta (4-7 Hertz) sono caratteristiche del sonno REM.

3. Onde Alpha (8-12 Hertz) si verificano in stato di veglia rilassata, come la meditazione o appena prima di addormentarsi o immediatamente dopo il risveglio.

4. Onde Beta (13-40 Hertz) predominano nel normale stato di veglia.

Negli esseri umani, la frequenza di Schumann è vicina al limite inferiore della alfa-gamma, cioè al confine tra il sonno e la veglia. Nella maggior parte dei mammiferi, è in linea con la frequenza fondamentale del cervello. Questo non è un caso, ma il risultato di milioni di anni, dell’adattamento permanente nell’ambiente Terra.

Le frequenze di Schumann permettono così alle persone che vengono alla sua coscienza in contatto diretto con il suolo e le informazioni al di là dei cinque sensi a prendere se sono timbrati come tali onde Schumann. Per questo egli deve, naturalmente, raggiungere uno stato di coscienza, in cui il tuo cervello sta producendo le lunghezze d’onda appropriate, come ad esempio nella meditazione profonda o nel caso nei rituali tradizionali di molti popoli primitivi.

Le frequenze di Schumann e le antenne HAARP

E qui aumentano anche i rischi, cioè è possibile con l’aiuto della tecnologia manipolare le onde di Schumann, creando una influenza impercettibile ed invisibile dall’umanità, sia per l’umore o lo stato di salute, sono inoltre in grado di manipolare interi gruppi di popolazioni o ad dare alcuni suggerimenti direttamente nel cervello delle persone da sfamare. Tale tecnologia non si basa su fantascienza, ma esiste già. L’esempio più noto è la struttura HAARP in Alaska, ma ci sono molte simili strutture in tutto il mondo.

Gli effetti delle onde di Schumann basati su queste tecnologie del tempo sono stati a lungo tempo negati, ma nel corso della ricerca del nostro libro “Il canto magico” abbiamo trovato le prove necessarie. In un brevetto degli Stati Uniti del 1987, c’è la base dell’antenna HAARP, questa ha la possibilità di modificare il clima come prima menzionato specificamente.

Cambiare la coscienza? Aumenta la frequenza Schumann:

Nei circoli spirituali in molti domina la natura e l’evoluzione delle incomprensioni della frequenza Schumann. Per esempio, si dice che la frequenza dovrebbe aumentare il tempo e presto raggiungere valori di 13 Hertz, che questo è stato risvegliato dalla coscienza umana.

Abbiamo chiesto ai attuali migliori esperti mondiali della frequenza di Schumann, come il Prof. Dr. Davis Sentman (Università di Fairbanks, Alaska), Dr. EARLE WILLIAMS (Massachusetts Institute of Technology) e il Dr. Gabriella Satori (Accademia di Scienze, Sopron, Ungheria).

Erano tutti d’accordo che queste affermazioni non sono state suffragate da dati scientifici. Tuttavia; e qui arriva la grande notizia, ci hanno inoltre confermato che le attuali onde di Schumann, in realtà stanno attraversando un processo di cambiamento.

Prima di tutto, si può dire che dai recenti risultati della ricerca, non c’è una sola frequenza Schumann, perché ce ne sono più di una. La terra non ha una singola frequenza di risonanza fatta di un semplice suono, ma in realtà canta un magico canto polifonico.

Oltre alla frequenza base Schumann di 7,83 Hertz ci sono più vibrazioni di risonanza, finora ne son state identificate almeno otto. I valori attuali sono circa di 8, 14, 20, 26, 33, 39, 44 e 50 Hertz. Non solo la prima frequenza Schumann si trova in una regione per cui il cervello umano è suscettibile, questo è anche vero per almeno le prime sei.

L’uomo non solo viene bombardato con le “soporifere” onde theta di circa 8 Hz, ma anche nello stesso tempo con le altre onde aggiuntive, che sono tutte situate nella banda Beta, considerata caratteristicamente l’onda dello stato di veglia.

Le onde Schumann probabilmente tendono nel suo insieme a lenire e contemporaneamente e risvegliare il cervello umano. Il risultato dovrebbe essere uno stato di sincronizzazione celebrale, attualmente per noi, è ancora difficile da immaginare.

Questo stato di coscienza superiore è qualcosa di molto più potente di qualsiasi altra cosa che fino ad oggi potrebbero raggiungere solo le persone attraverso le tecniche di meditazione. Questo è forse meglio descritto come uno stato in cui l’uomo è sveglio e addormentato, in cui la sua coscienza normale di veglia con la sua capacità critica della libera scelta e le immense possibilità della mente subconscia, sono disponibili simultaneamente.

In questa condizione la coscienza umana trascende la quarta dimensione, è il Signore del tempo e permette alle persone di poter utilizzarla durante le competenze del giorno che hanno avuto un paio di secoli fa, ancora descritti come “magici”.

I cambiamenti in corso

Ora, l’ultima ricerca, mostra che attualmente le frequenze di Schumann cambieranno in due modi:

1. L’intensità delle onde Schumann è in aumento, questo è legato al riscaldamento globale e aumentando, la frequenza temporale, conseguentemente sarà maggiore. La terra così ruoterà lentamente e il canto magico sarà più forte.

2. Contemporaneamente, le frequenze sono loro stesse soggette a significativi variazioni, che si basano sulle attuali conoscenze anche causati dal riscaldamento globale.

Così, la frequenza Schumann più bassa non è più quella di 7,83 Hz, come era stata misurata dal Prof. re negli anni Cinquanta, ma per la maggior parte dell’anno è già in prossimità della soglia “magica” dei 8 Hz, a volte anche sopra di questa. Abbiamo descritto questo limite come “magico”, perché questa è esattamente la transizione dalle onde theta alle frequenze alfa. Solo ora è possibile lasciare che gli effetti della mente dell’alterazione dello spettro di risonanza di Schumann può essere pienamente efficace nella sua interezza come l’effetto soporifero, vale a dire che la mente opaca è eliminata dagli effetti delle onde theta.

I valori più alti di frequenza si verificano nei mesi estivi (emisfero nord), mentre in inverno si abbassano di qualcosa. La tendenza è confermata dagli studi sulle frequenze di Schumann anche dalla seconda e terza frequenza di risonanza. Qui, le variazioni stagionali osservate sono ancora più forti. Si muovono dai 13,8 ai 14,1 Hz e dai 19,5 ai 20,3 Hertz.

Questo significa che siamo diretti a una tendenza crescente della nostra coscienza ad uno stato di allerta notevolmente aumentato. Situazione che è stata aggravata dalla continua diminuzione del campo geomagnetico. Questo ha inizialmente interessato soprattutto il nostro senso soggettivo del tempo. Noi sperimentiamo il nostro tempo come un movimento sempre più veloce.

A lungo termine, riteniamo che lo stato di coscienza, ma sarà più di stressato o tenderà ad ammalarsi. Ciò è garantito dalle onde alfa calmanti, che hanno effetti nello spettro dell’onda Schumann, la massima intensità. Sarebbe più ben equilibrato, uno stato d’animo positivo.

Conclusione

Tutte le prove suggeriscono quindi che la direzione, a prescindere da tutte le minacce globali, sarà per l’umanità una nuova era di coscienza superiore, non solo di propria spontanea volontà, ma controllata dai “canti magici” della Terra. Questa trasformazione segna il passaggio dall’era della materia all’era delle frequenze.

Fonte Noi sperimentiamo il nostro tempo come un movimento sempre più veloce.

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